Archivio mensile:gennaio 2013

WhatsApp e il furto dei dati personali.

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La famosissima applicazione Whatsapp, che si occupa di messaggistica istantanea tra utenti possessori di dispositivi anche con a bordo diverso sistema operativo, sembra stia finendo nei guai con la legge poichè violerebbe la privacy degli utenti in quanto li obbligherebbe a mostrargli tutti i contatti presenti in rubrica, sia quelli che utilizzano che quelli che non utilizzano l’applicazione.

A sollevare i fatti ci hanno pensato le autorità Tedesche e Canadesi, con il presidente della Dutch Data Protection Authority che ha affermato quanto segue:

Questa mancanza di scelta si contrappone alla legge sulla privacy in Canada ed in Germania. Sia gli utenti non utilizzatori che utilizzatori dell’app dovrebbero avere il controllo sui propri dati personali e dovrebbero essere liberi di decidere quali dettagli di contatto condividere con Whatsapp.

Dunque, non solo Whatsapp viene accusata di costringere gli utenti a mostrargli tutte le informazioni di tutti i contatti presenti in rubrica, ma anche di venire in possesso dei dati dell’utente utilizzatore dell’app.

Partendo dal presupposto che le autorità hanno ragione poichè in effetti Whatsapp richiede il completo accesso alla rubrica per poter essere utilizzata, resta il fatto che nei dettagli dell’applicazione sul Google Play Store sono ben specificate le Autorizzazioni che l’utente dovrà accettare una volta che ha scaricato Whatsapp.

A tal proposito riportiamo un estratto delle Autorizzazioni dell’applicazione direttamente dal Google Play Store:

I TUOI DATI PERSONALI

LETTURA CONTATTI PERSONALI Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa. 

Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa.

MODIFICA DEI CONTATTI PERSONALI Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare i dati dei contatti. Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare dati dei contatti.

Una volta specificate le condizioni d’uso, sta poi all’utente se accettarle o meno scaricando ed installando Whatsapp. Vedremo comunque come andrà avanti la questione che, ci auguriamo, possa finire nel migliore dei modi.

Quanto vale Twitter ? I numeri di una crescita senza eguali.

Qui di seguito riporto la valutzione attuale della societa` americana operante nel microblogging e nei social media. L` analisi e` a cura di Francesca Basso, giornalista del Corriere della sera.

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Internet Balzo del 10% della valutazione sull’ultima raccolta di fondi a fine 201 BlackRock lancia un’offerta da 80 milioni per acquistare titoli dai dipendenti.

A questo punto l’attenzione è tutta concentrata su quanto vale Twitter, che dal lancio nel 2006 è cresciuto a ritmi record, passando da 500 milioni di dollari agli 11 miliardi del dicembre scorso (c’è chi sostiene 10).

Si tratta di stime che si basano sull’andamento dei titoli della società sul mercato secondario online. Una salita che è andata di pari passo con l’incremento del numero di utenti: sono 500 milioni quelli registrati e quasi 200 milioni gli utenti unici, mentre ogni giorno vengono scritti 340 milioni di tweet . E ora c’è anche la possibilità di postare filmati. Numeri che hanno fatto lievitare i guadagni del social network provenienti dalla pubblicità da 45 milioni di dollari del 2010 ai 288 milioni del 2012. Ora il nuovo valore di mercato è oltre i 9 miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro).

Il fondo BlackRock ha lanciato un’offerta da 80 milioni di dollari per acquistare titoli dai dipendenti: la valutazione di Twitter è cresciuta del 10% rispetto all’ultima importante raccolta fondi della società nell’autunno del 2011. Un aumento di valore – scriveva ieri il Financial Time s – che arriva in un momento agitato per la Silicon Valley: Apple non è più regina del mondo per capitalizzazione del mercato con i dubbi degli investitori sul suo futuro, mentre Intel e Microsoft incontrano difficoltà ad adattarsi al fatto che gli smartphone e i tablet stanno offuscando i pc. Tuttavia gli ultimi risultati di Google – utili netti, oltre le previsioni, in aumento del 6,7% a 2,89 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre 2012 e ricavi consolidati +36% – hanno dimostrato che la pubblicità continua a crescere.

Twitter inizialmente era stato criticato perché al momento del lancio non aveva un business model. Ma dopo l’arrivo nel 2010 di Adam Bain alla guida della sezione global revenue le cose sono cambiate: è stata introdotta la possibilità per gli utenti e i marchi di promuoversi e farsi pubblicità nel sito non con banner ma attraverso tweet , trend e account sponsorizzati e ovviamente a pagamento. Risultato: il social network nel 2011 era arrivato a valere 8 miliardi di dollari, una cifra ben superiore ai 3,7 miliardi di soli sette mesi prima. Twitter, secondo indiscrezioni, potrebbe presentare la propria documentazione per l’ Initial public offering tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, quando i suoi ricavi sono previsti in salita a un miliardo di dollari. Il ballo delle valutazioni ormai è cominciato.

Indoona e Istella – Mr Tiscali e la risposta italiana ai colossi del Web

Renato Soru e’ famoso in Italia per aver dato vita nel 1998 a una delle aziende italiane piu’ importanti nel settore delle telecomunicazioni: Tiscali  s.p.a.

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Dopo un periodo di 4 anni (2004-2008) in cui ha ricoperto la carica di Presidente della Regione Sardegna, dal 2009 ha ripreso la guida della societa’ di telecomunicazioni di cui e’ fondatore.

Oggi l’annuncio di voler offrire un’alternativa tutta italiana agli utenti del web provando per cosi dire  a “sfidare” i grandi colossi della rete  come Facebook, Google, Skype.

Si pronone di entrare in un settore che ha lui stesso definito “ipercompetitivo e non piu’ in crescita” diversificando l’offerta per mezzo di due nuovi strumenti da inserire nel campo Social e dei motori di ricerca.

Mentre il social network inventato da Mark Zuckerberg promette di trasformarsi in telefono, Soru lancia l’evoluzione della sua Indoona: una suite per telefonare via Internet come Skype o Viber, e che integra la messaggistica stile WhatsApp, il social alla Twitter e da ultimo consente lo streaming video.

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                                  Clicca qui per  guardare  il tutorial

Nel campo dei  motori di ricerca il gruppo di Cagliari  aprira’ il sipario con il nuovo anti-Google.  Si chiama Istella (guai a pronunciarlo all’americana, «aistella», perché «istella è semplicemente stella in sardo: portare un po’ di casa con noi è il nostro talismano», dice Soru) e partirà a giorni. Non solo un motore di ricerca: «Serve per cercare, contribuire, condividere». Si propone di indicizzare tutto il web italiano (3 milioni di siti, 3 miliardi di pagine, 180 mila gigabytes di dati) e di andare oltre.

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Attraverso accordi con autorità pubbliche (già fatto quello col ministero dei Beni Culturali), istituti (come la Treccani), fondazioni e società editoriali si vogliono rendere disponibili contenuti di archivi editoriali (dalle Teche Rai alle serie dei quotidiani) non presenti in Rete. Non solo documenti di testo, ma immagini, video, mappe (anche scattate in diversi momenti storici).

E ci saranno le notizie. Tema caldo per gli editori: «Siamo aperti a discutere con loro il modo di utilizzo dei contenuti». In più tutti gli utenti potranno dare un contributo «con un pezzo di sapere», caricando documenti da mettere a disposizione della ricerca. Gli enti pubblici potranno a loro volta pubblicare, «dalle carte geografiche di dettaglio, ai piani urbanistici fino agli archivi storici».

Newscron – Personalizzare l’informazione nell’era del digital marketing

Da quando ci siamo abituati ad avere i nostri quotidiani o magazine  preferiti direttamente sul nostro i-phone o smartphone tramite determinate App  (ne sono celebri esempi italiani Repubblica mobile o Gazzetta mobile ) la ricezione degli avvenimenti  concernenti  cio’ che ci circonda e’ diventata sempre piu’ rapida negli ultimi anni.

La rapida divulgazione delle informazioni ha pero’ un punto debole degno di esser analizzato. Rischia di esser tutto molto dispersivo: un particolare lettore ha necessita’ di ricever le informazioni che piu’ gli interessano o quelle a lui piu’ utili per il suo lavoro o vita in generale.

Un gruppo di studiosi di Business del Politecnico Federale di Zurigo ha progettato un’applicazione per Android e Apple devices che estrapolava da piu’ di 50 testate giornalistiche le notizie raggruppate in categorie facendo in modo che il lettore potesse ricevere le news in modo personalizzato. Nasceva cosi’ il progetto NEWSCRON.

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Visto il successo del progetto (oltre 60.000 download) si è deciso di fondare la società per dare continuità al servizio. Newscorn S.A. ha sede presso l’incubatore d’azienda dell’Universita’ della Svizzera Italiana a Lugano ed e’ finanziata da un pool di Business Angel tra cui il fondatore Elia Palme.
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Elia Palme -Fondatore Newscron

“Puntiamo molto alla vicinanza con l’utente – ha sottolineato Roberto Prato, CTO di Newscron – aggregando le notizie anche in base alle diverse aree linguistiche e culturali. E poi c’è la personalizzazione: chi predilige il gossip può ricevere quel tipo di notizie in particolare, oppure lo sport e via dicendo. Chi inizia a usare Newscron, in genere, continua a usarlo – ha aggiunto – perché filtrando le notizie si riduce il cosiddetto information overloading, ovvero quel sovraccarico di informazioni che fa perdere molto tempo ai lettori sul web”.

L’app e’ gratuita ed è disponibile da subito in versione web-desktop e App per iPhone e Android su www.newscron.com/start.

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