Indoona e Istella – Mr Tiscali e la risposta italiana ai colossi del Web

Renato Soru e’ famoso in Italia per aver dato vita nel 1998 a una delle aziende italiane piu’ importanti nel settore delle telecomunicazioni: Tiscali  s.p.a.

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Dopo un periodo di 4 anni (2004-2008) in cui ha ricoperto la carica di Presidente della Regione Sardegna, dal 2009 ha ripreso la guida della societa’ di telecomunicazioni di cui e’ fondatore.

Oggi l’annuncio di voler offrire un’alternativa tutta italiana agli utenti del web provando per cosi dire  a “sfidare” i grandi colossi della rete  come Facebook, Google, Skype.

Si pronone di entrare in un settore che ha lui stesso definito “ipercompetitivo e non piu’ in crescita” diversificando l’offerta per mezzo di due nuovi strumenti da inserire nel campo Social e dei motori di ricerca.

Mentre il social network inventato da Mark Zuckerberg promette di trasformarsi in telefono, Soru lancia l’evoluzione della sua Indoona: una suite per telefonare via Internet come Skype o Viber, e che integra la messaggistica stile WhatsApp, il social alla Twitter e da ultimo consente lo streaming video.

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                                  Clicca qui per  guardare  il tutorial

Nel campo dei  motori di ricerca il gruppo di Cagliari  aprira’ il sipario con il nuovo anti-Google.  Si chiama Istella (guai a pronunciarlo all’americana, «aistella», perché «istella è semplicemente stella in sardo: portare un po’ di casa con noi è il nostro talismano», dice Soru) e partirà a giorni. Non solo un motore di ricerca: «Serve per cercare, contribuire, condividere». Si propone di indicizzare tutto il web italiano (3 milioni di siti, 3 miliardi di pagine, 180 mila gigabytes di dati) e di andare oltre.

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Attraverso accordi con autorità pubbliche (già fatto quello col ministero dei Beni Culturali), istituti (come la Treccani), fondazioni e società editoriali si vogliono rendere disponibili contenuti di archivi editoriali (dalle Teche Rai alle serie dei quotidiani) non presenti in Rete. Non solo documenti di testo, ma immagini, video, mappe (anche scattate in diversi momenti storici).

E ci saranno le notizie. Tema caldo per gli editori: «Siamo aperti a discutere con loro il modo di utilizzo dei contenuti». In più tutti gli utenti potranno dare un contributo «con un pezzo di sapere», caricando documenti da mettere a disposizione della ricerca. Gli enti pubblici potranno a loro volta pubblicare, «dalle carte geografiche di dettaglio, ai piani urbanistici fino agli archivi storici».

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Pubblicato il 27 gennaio 2013, in Business, Web con tag , , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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