Archivi Blog

Don’t count out cellular. It could still win with the internet of things

Gigaom

Cellular connections are expensive and the plans aren’t always conducive to connecting 1,000 devices in a go, but that is changing argues Eran Eshed, Co-Founder and VP of Marketing & Business Development, Altair Semiconductor in this week’s podcast. Eshed makes a case for cellular as a real answer to connectivity for the internet of things, especially for industrial customers. I’m not sure I’m convinced, but he did address range issues, the cost of the modems inside devices and more.

Kevin Tofel and I also discussed what was a busy week in smart home hubs with Samsung buying SmartThings for a reported $200 million, the launch of Best Buy’s home hub (a collaboration between the retailer and a startup selling a service called Peq) and the news that Home Depot is putting its considerable muscle behind the Wink platform. We also discuss the new white Philips LED connected bulbs…

View original post 345 altre parole

DataGravity Wants To Make Your Storage More Intelligent

Dear America, Would You Please Give Edward Snowden His Medal Of Freedom Already?

WhatsApp e il furto dei dati personali.

image

La famosissima applicazione Whatsapp, che si occupa di messaggistica istantanea tra utenti possessori di dispositivi anche con a bordo diverso sistema operativo, sembra stia finendo nei guai con la legge poichè violerebbe la privacy degli utenti in quanto li obbligherebbe a mostrargli tutti i contatti presenti in rubrica, sia quelli che utilizzano che quelli che non utilizzano l’applicazione.

A sollevare i fatti ci hanno pensato le autorità Tedesche e Canadesi, con il presidente della Dutch Data Protection Authority che ha affermato quanto segue:

Questa mancanza di scelta si contrappone alla legge sulla privacy in Canada ed in Germania. Sia gli utenti non utilizzatori che utilizzatori dell’app dovrebbero avere il controllo sui propri dati personali e dovrebbero essere liberi di decidere quali dettagli di contatto condividere con Whatsapp.

Dunque, non solo Whatsapp viene accusata di costringere gli utenti a mostrargli tutte le informazioni di tutti i contatti presenti in rubrica, ma anche di venire in possesso dei dati dell’utente utilizzatore dell’app.

Partendo dal presupposto che le autorità hanno ragione poichè in effetti Whatsapp richiede il completo accesso alla rubrica per poter essere utilizzata, resta il fatto che nei dettagli dell’applicazione sul Google Play Store sono ben specificate le Autorizzazioni che l’utente dovrà accettare una volta che ha scaricato Whatsapp.

A tal proposito riportiamo un estratto delle Autorizzazioni dell’applicazione direttamente dal Google Play Store:

I TUOI DATI PERSONALI

LETTURA CONTATTI PERSONALI Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa. 

Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa.

MODIFICA DEI CONTATTI PERSONALI Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare i dati dei contatti. Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare dati dei contatti.

Una volta specificate le condizioni d’uso, sta poi all’utente se accettarle o meno scaricando ed installando Whatsapp. Vedremo comunque come andrà avanti la questione che, ci auguriamo, possa finire nel migliore dei modi.

PAZIENTI.ORG – Digital Marketing applicato alla sanità

Secondo interessante esempio è sicuramente PAZIENTI.ORG

Come già annunciato in precedenza lo strumento D.M. viene utilizzato non solo da aziende ma anche da privati cittadini o liberi professionisti.

Pazienti.org è di certo l’esempio più completo da analizzare per ciò che riguarda il settore dei professionisti e in particolare di chi opera nel sistema sanitario italiano.

 Il progetto nato nel 2010 da un’idea di Linnea Passaler , un medico di poco più di trent’anni, organizza all’interno di una piattaforma online informazioni relative ai servizi sanitari erogati da strutture pubbliche e private.

L’obiettivo è semplificare la comunicazione, renderla trasparente e accessibile e di stimolare i medici e le strutture di verificare il feedback dei pazienti, direttamente online, e infine interagire con gli stessi.

In italia è di certo un progetto ambizioso possibile solo grazie ad un nuovo modo di vedere il marketing e dimostra che l’interazione con gli utenti e la comunicazione siano punti fondamentali per valorizzare un servizio, sia esso la vendita di un prodotto o una consulenza medica.

Per un’analisi più completa sul fenomeno Pazienti.org vi invito a guardare il video in cui la Dott.ssa Passaler spiega di cosa si tratta e come poter interagire con la community.

STARBUCKS e le strategie di Marketing Digitale

Un’esempio di successo grazie all’utilizzo di strategie di Marketing Digitale è di certo  la celebre catena di caffetterie  STARBUCKS COFFEE.

Starbucks conta oltre 9000 coffee shop nel mondo e dal 2007, così come tante realtà aziendali, ha sentito la pressione dell’imminente crisi economica. I consumatori dovendo modificare le proprie abitudini preferivano evitare di spendere fino a € 3,00 per una tazza di caffè alla Starbucks, cosi si è avvertita la necessità di coinvelgere i clienti per generare un vero e proprio turnaround del brand.

Nasce così Starbucks Idea, ovvero il primo step dell’azienda verso il digital.

La Starbucks adotta in toto il nuovo processo strategico appunto grazie l’aiuto dei consumer come punto forza al raggiungimento del successo. Starbucks Idea è una community online dove le persone possono dare consigli agli amministratori e cosi aiutare l’azienda nel superamento di quel momento difficile.

Morale della favola: a seguito della nascita della community online Starbucks riceve oltre 150000 post. Adotta alcune di questi consigli e idee e li tramuta in strategie con la conseguente ripresa del Brand.

Dopo questo enorme successo non si poteva non rendersi conto dell’importanza del D.M. e la conseguenza più plausibile fu che Starbucks diede  il via nel 2011 all’utilizzo di applicazioni per Android e Smartphone per interfacciarsi ancor di più al cliente.

Un’applicazione molto interessante è  STARBUCKS CUP MAGIC.

Grazie a quest’applicazione il cliente può “interagire” con la propria tazza di caffè e farla vivere creando scenari in cui la stessa tazza è protagonista. Questo può sembrare una banalità ma se pensiamo che in un mondo cosi monotono riusciamo a trovar a stento un po’ di tempo per rilassarci bevendoci un buon caffè, perchè non entusiasmarci e divertirci allo stesso tempo ?

La responsabile del Global Digital Marketing di Starbucks, Alexandra Wheeler conferma che l’obbiettivo del lancio dell’App è appunto quello di sorprendere e deliziare i clienti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: