Archivi Blog

Don’t count out cellular. It could still win with the internet of things

Gigaom

Cellular connections are expensive and the plans aren’t always conducive to connecting 1,000 devices in a go, but that is changing argues Eran Eshed, Co-Founder and VP of Marketing & Business Development, Altair Semiconductor in this week’s podcast. Eshed makes a case for cellular as a real answer to connectivity for the internet of things, especially for industrial customers. I’m not sure I’m convinced, but he did address range issues, the cost of the modems inside devices and more.

Kevin Tofel and I also discussed what was a busy week in smart home hubs with Samsung buying SmartThings for a reported $200 million, the launch of Best Buy’s home hub (a collaboration between the retailer and a startup selling a service called Peq) and the news that Home Depot is putting its considerable muscle behind the Wink platform. We also discuss the new white Philips LED connected bulbs…

View original post 345 altre parole

DataGravity Wants To Make Your Storage More Intelligent

Dear America, Would You Please Give Edward Snowden His Medal Of Freedom Already?

Cos’è Vine ? – Come condividere “micro” video su Twitter

Vine è una app gratuita per iPhone e iPad messa a disposizione da Twitter. L’applicazione consente di girare microvideo della durata di 6 secondi da postare sul popolare social network. Il servizio è stato creato da una startup – Vine, appunto – recentemente acquistata da Twitter. Per ora si può utilizzare anche senza essere iscritti a Twitter (anche se sul blog di Vine l’iscrizione alla piattaforma di microblogging è vivamente consigliata).

Registi per 6 secondi

Ma come funziona? Per prima cosa occorre scaricare la app dall’App Store (lo si può fare gratuitamente a questo link). Vine non è ancora disponibile per Android, ma una versione compatibile è in fase di sviluppo.
A questo punto, il servizio è pronto per funzionare.Sarà l’utente stesso a divenire regista del filmato. Basta trovare qualcosa da riprendere (qualcosa di particolarmente significativo, dato che avete solo 6 secondi) e cliccare sull’icona della telecamera in alto a sinistra. Per filmare è sufficiente tenere il dito premuto sullo schermo: se lo spostate, si interromperanno le riprese. Potete ripetere la stessa operazione più volte, cambiando punto di vista e giocando con la regia: lo scopo dell’applicazione è proprio – dato lo spazio di tempo ridotto – stimolare la creatività degli utenti. Qualche giorno fa lo stesso Dick Costolo (@dickc), amministratore delegato di Twitter, ha postato un video realizzato con Vine che trovi anche qui sotto, in cui spiega, in 6 secondi, la ricetta della tartare di carne.

 

Guarda altri esempi di filmati creati con questa app dal blog di Twitter.

A questo punto sarà Vine ad assemblare i vari spezzoni ottenendo un unico filmato, che potrà essere corredato di hashtag e commenti (nei limiti dei 140 caratteri) e postato su Twitter o su Facebook (Facebook però, ha impedito a Vine di accedere alla rete di contatti degli utenti per integrare la propria rete di conoscenze). Il microvideo apparirà naturalmente anche sulla Timeline di Vine. Il filmato si vedrà in loop, senza interruzioni. Una sorta di Instagram “allungato” che lascia spazio a nuove idee.

 

Grandi novità per YouTube su Android: UI in stile Google Now, video “pop-up” e nuovo menù “hamburger”

Importante aggiornamento per YouTube già disponibile nel Play Store da alcune ore (download in fondo all’articolo). Prima di tutto troviamo una nuova interfaccia utente profondamente ispirata alle card di Google Now, un nuovo menù spostato sulla sinistra del display riprendendo le ultime modifiche strutturali di Android e non meno importante la funzionalità “pop-up video” che permette di guardare un video mentre magari si sta consultando uno dei feed salvati sul nostro profilo ma comunque solo all’interno dell’app Youtube (non funziona se uscite da youtube)..

                                                                                                                                                                                                                  

Nonostante il changelog non sia ancora disponibile nel Play Store, questi sono i principali cambiamenti di questa nuova versione:

  • Nuovo menù “hamburger”
  • Interfaccia utente basata sulle card, per i feed e le liste di ricerca
  • History, playlists, preferiti e uploads sono stati spostati nella parte superiore del menù per un accesso più facile
  • Nuova icona per la homescreen
  • Possibilità di cercare altre playlist
  • Nuova funzionalità Multi-Finestra
  • Tablet UI migliorata

Molto interessante la nuova funzionalità Multi-Finestra che permette attraverso alcune gestures di spostarsi tra un contenuto e l’altro senza abbandonare la riproduzione di un video, mentre un layout profondamente rivisto in stile Google Now migliora notevolmente la navigazione all’interno del player da parte dell’utente, infine anche la reattività sembra essere migliorata grazie ad una serie di nuove animazioni e alla gestione più rapida di tutta l’app.

Download on:

http://www.androidfilehost.com/?fid=23060877490000782

WhatsApp e il furto dei dati personali.

image

La famosissima applicazione Whatsapp, che si occupa di messaggistica istantanea tra utenti possessori di dispositivi anche con a bordo diverso sistema operativo, sembra stia finendo nei guai con la legge poichè violerebbe la privacy degli utenti in quanto li obbligherebbe a mostrargli tutti i contatti presenti in rubrica, sia quelli che utilizzano che quelli che non utilizzano l’applicazione.

A sollevare i fatti ci hanno pensato le autorità Tedesche e Canadesi, con il presidente della Dutch Data Protection Authority che ha affermato quanto segue:

Questa mancanza di scelta si contrappone alla legge sulla privacy in Canada ed in Germania. Sia gli utenti non utilizzatori che utilizzatori dell’app dovrebbero avere il controllo sui propri dati personali e dovrebbero essere liberi di decidere quali dettagli di contatto condividere con Whatsapp.

Dunque, non solo Whatsapp viene accusata di costringere gli utenti a mostrargli tutte le informazioni di tutti i contatti presenti in rubrica, ma anche di venire in possesso dei dati dell’utente utilizzatore dell’app.

Partendo dal presupposto che le autorità hanno ragione poichè in effetti Whatsapp richiede il completo accesso alla rubrica per poter essere utilizzata, resta il fatto che nei dettagli dell’applicazione sul Google Play Store sono ben specificate le Autorizzazioni che l’utente dovrà accettare una volta che ha scaricato Whatsapp.

A tal proposito riportiamo un estratto delle Autorizzazioni dell’applicazione direttamente dal Google Play Store:

I TUOI DATI PERSONALI

LETTURA CONTATTI PERSONALI Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa. 

Consente all’app di leggere i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con persone specifiche. Questa autorizzazione consente alle app di salvare i dati dei tuoi contatti e le app dannose potrebbero condividere i dati dei contatti a tua insaputa.

MODIFICA DEI CONTATTI PERSONALI Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul tablet, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare i dati dei contatti. Consente all’app di modificare i dati sui tuoi contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai chiamato, scambiato email o comunicato in altri modi con contatti specifici. Questa autorizzazione consente alle app di eliminare dati dei contatti.

Una volta specificate le condizioni d’uso, sta poi all’utente se accettarle o meno scaricando ed installando Whatsapp. Vedremo comunque come andrà avanti la questione che, ci auguriamo, possa finire nel migliore dei modi.

Quanto vale Twitter ? I numeri di una crescita senza eguali.

Qui di seguito riporto la valutzione attuale della societa` americana operante nel microblogging e nei social media. L` analisi e` a cura di Francesca Basso, giornalista del Corriere della sera.

image

Internet Balzo del 10% della valutazione sull’ultima raccolta di fondi a fine 201 BlackRock lancia un’offerta da 80 milioni per acquistare titoli dai dipendenti.

A questo punto l’attenzione è tutta concentrata su quanto vale Twitter, che dal lancio nel 2006 è cresciuto a ritmi record, passando da 500 milioni di dollari agli 11 miliardi del dicembre scorso (c’è chi sostiene 10).

Si tratta di stime che si basano sull’andamento dei titoli della società sul mercato secondario online. Una salita che è andata di pari passo con l’incremento del numero di utenti: sono 500 milioni quelli registrati e quasi 200 milioni gli utenti unici, mentre ogni giorno vengono scritti 340 milioni di tweet . E ora c’è anche la possibilità di postare filmati. Numeri che hanno fatto lievitare i guadagni del social network provenienti dalla pubblicità da 45 milioni di dollari del 2010 ai 288 milioni del 2012. Ora il nuovo valore di mercato è oltre i 9 miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro).

Il fondo BlackRock ha lanciato un’offerta da 80 milioni di dollari per acquistare titoli dai dipendenti: la valutazione di Twitter è cresciuta del 10% rispetto all’ultima importante raccolta fondi della società nell’autunno del 2011. Un aumento di valore – scriveva ieri il Financial Time s – che arriva in un momento agitato per la Silicon Valley: Apple non è più regina del mondo per capitalizzazione del mercato con i dubbi degli investitori sul suo futuro, mentre Intel e Microsoft incontrano difficoltà ad adattarsi al fatto che gli smartphone e i tablet stanno offuscando i pc. Tuttavia gli ultimi risultati di Google – utili netti, oltre le previsioni, in aumento del 6,7% a 2,89 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre 2012 e ricavi consolidati +36% – hanno dimostrato che la pubblicità continua a crescere.

Twitter inizialmente era stato criticato perché al momento del lancio non aveva un business model. Ma dopo l’arrivo nel 2010 di Adam Bain alla guida della sezione global revenue le cose sono cambiate: è stata introdotta la possibilità per gli utenti e i marchi di promuoversi e farsi pubblicità nel sito non con banner ma attraverso tweet , trend e account sponsorizzati e ovviamente a pagamento. Risultato: il social network nel 2011 era arrivato a valere 8 miliardi di dollari, una cifra ben superiore ai 3,7 miliardi di soli sette mesi prima. Twitter, secondo indiscrezioni, potrebbe presentare la propria documentazione per l’ Initial public offering tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, quando i suoi ricavi sono previsti in salita a un miliardo di dollari. Il ballo delle valutazioni ormai è cominciato.

Indoona e Istella – Mr Tiscali e la risposta italiana ai colossi del Web

Renato Soru e’ famoso in Italia per aver dato vita nel 1998 a una delle aziende italiane piu’ importanti nel settore delle telecomunicazioni: Tiscali  s.p.a.

image

image

Dopo un periodo di 4 anni (2004-2008) in cui ha ricoperto la carica di Presidente della Regione Sardegna, dal 2009 ha ripreso la guida della societa’ di telecomunicazioni di cui e’ fondatore.

Oggi l’annuncio di voler offrire un’alternativa tutta italiana agli utenti del web provando per cosi dire  a “sfidare” i grandi colossi della rete  come Facebook, Google, Skype.

Si pronone di entrare in un settore che ha lui stesso definito “ipercompetitivo e non piu’ in crescita” diversificando l’offerta per mezzo di due nuovi strumenti da inserire nel campo Social e dei motori di ricerca.

Mentre il social network inventato da Mark Zuckerberg promette di trasformarsi in telefono, Soru lancia l’evoluzione della sua Indoona: una suite per telefonare via Internet come Skype o Viber, e che integra la messaggistica stile WhatsApp, il social alla Twitter e da ultimo consente lo streaming video.

image

                                  Clicca qui per  guardare  il tutorial

Nel campo dei  motori di ricerca il gruppo di Cagliari  aprira’ il sipario con il nuovo anti-Google.  Si chiama Istella (guai a pronunciarlo all’americana, «aistella», perché «istella è semplicemente stella in sardo: portare un po’ di casa con noi è il nostro talismano», dice Soru) e partirà a giorni. Non solo un motore di ricerca: «Serve per cercare, contribuire, condividere». Si propone di indicizzare tutto il web italiano (3 milioni di siti, 3 miliardi di pagine, 180 mila gigabytes di dati) e di andare oltre.

image

Attraverso accordi con autorità pubbliche (già fatto quello col ministero dei Beni Culturali), istituti (come la Treccani), fondazioni e società editoriali si vogliono rendere disponibili contenuti di archivi editoriali (dalle Teche Rai alle serie dei quotidiani) non presenti in Rete. Non solo documenti di testo, ma immagini, video, mappe (anche scattate in diversi momenti storici).

E ci saranno le notizie. Tema caldo per gli editori: «Siamo aperti a discutere con loro il modo di utilizzo dei contenuti». In più tutti gli utenti potranno dare un contributo «con un pezzo di sapere», caricando documenti da mettere a disposizione della ricerca. Gli enti pubblici potranno a loro volta pubblicare, «dalle carte geografiche di dettaglio, ai piani urbanistici fino agli archivi storici».

ALITALIA e la strategia Facebook

Alitalia è la  compagnia aerea di bandiera  ed è per molti un vero punto di riferimento per chi vuole viaggiare soprattutto sulla penisola Italiana.

Causa l’ascesa delle compagnie low cost, l’avvento della crisi economica e un’utilizzo inadeguato delle  strategie di Marketing   negli ultimi anni la compagnia ha purtroppo  subito un tracollo del suo indice azionario portando la società sull’orlo del fallimento.

Oggi Alitalia continua a soffrire delle conseguenze della crisi economica, ma da qualche tempo la società  sta utilizzando strategie importanti di marketing utilizzando i Social Network   e in particolare Facebook  per un nuovo lancio del Brand.

Fino al 23 Ottobre Alitalia ha dato la possibilità a molti utenti di poter usufruire di importanti offerte tramite il network creato da Mark Zuckerberg nel 2004.

L’utilizzo di Facebook ha fatto vendere all’azienda più di 30000 biglietti in tutto il mondo e di certo per questo Alitalia può essere inserita tra gli esempi di successo (seppur per ora  solo temporaneo) perseguito e ottenuto grazie all’utilizzo dello strumento Marketing Digitale.

PAZIENTI.ORG – Digital Marketing applicato alla sanità

Secondo interessante esempio è sicuramente PAZIENTI.ORG

Come già annunciato in precedenza lo strumento D.M. viene utilizzato non solo da aziende ma anche da privati cittadini o liberi professionisti.

Pazienti.org è di certo l’esempio più completo da analizzare per ciò che riguarda il settore dei professionisti e in particolare di chi opera nel sistema sanitario italiano.

 Il progetto nato nel 2010 da un’idea di Linnea Passaler , un medico di poco più di trent’anni, organizza all’interno di una piattaforma online informazioni relative ai servizi sanitari erogati da strutture pubbliche e private.

L’obiettivo è semplificare la comunicazione, renderla trasparente e accessibile e di stimolare i medici e le strutture di verificare il feedback dei pazienti, direttamente online, e infine interagire con gli stessi.

In italia è di certo un progetto ambizioso possibile solo grazie ad un nuovo modo di vedere il marketing e dimostra che l’interazione con gli utenti e la comunicazione siano punti fondamentali per valorizzare un servizio, sia esso la vendita di un prodotto o una consulenza medica.

Per un’analisi più completa sul fenomeno Pazienti.org vi invito a guardare il video in cui la Dott.ssa Passaler spiega di cosa si tratta e come poter interagire con la community.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: